Gak - Newsletter #14
NEA
08 Marzo 2005
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Ciao a tutti!
Purtroppo Giove pluvio non è stato dalla nostra parte, venerdì 4 marzo, impedendoci
di tentare l'osservazione del fly-by della sonda Rosetta che, come previsto
e con puntualità cronometrica, è passata a soli 1954 km dalla Terra ad una
velocità relativa di 38000 kmh! Nel passaggio, Rosetta ha fatto un utile
allenamento, scattando fotografie della Luna e della Terra. Sul sito Internet
dell'ESA (http://www.esa.int/esaCP/SEMV5LD3M5E_FeatureWeek_0.html) sono giàdisponibili alcune delle immagini più interessanti.
Tornando al maltempo, inconvenienti come questo sono comuni per l'astronomo
e l'astrofilo, che da sempre devono metterli in preventivo quando effettuano
le loro osservazioni. Nel nostro caso, la delusione è stata relativa: infatti,
come già riportato nella Newsletter #13, Rosetta effettuerà un secondo fly-by
della Terra nel novembre 2007 e un terzo nel novembre 2009, concedendoci
un altro paio di occasioni per osservarla.
La storia dell'astronomia è invece piena di delusioni di molto maggiore portata.
Ad esempio, nel 1761 la comunità astronomica mondiale si mobilitò per osservare
il transito di Venere sul Sole, nell'occasione visibile solo da località dell'emisfero australe. Infuriava allora la Guerra dei Sette Anni, un vero
e proprio conflitto mondiale, e gli scienziati dovettero affrontare lunghi
viaggi per mare per raggiungere luoghi adatti all'osservazione, durante i
quali ai "normali" pericoli delle traversate oceaniche si sommarono quelli
di finire sotto il tiro dei cannoni delle navi nemiche!
Immaginate perciò il disappunto dell'astronomo britannico Nevil Maskelyne
che, dopo aver viaggiato fino all'isola di Sant'Elena, vide i suoi sforzi
vanificati dal brutto tempo!
NEA - Near Earth Asteroids
Durante l'incontro in aula di venerdì 4 marzo, discutendo dei vari oggetti
che popolano il sistema solare, abbiamo parlato dei Near-Earth Asteroids,
o NEA, ossia di quegli asteroidi che, percorrendo le loro orbite, transitano
in prossimità della Terra.
Questi corpi sono stati raggruppati in tre "popolazioni" che prendono il
nome da altrettanti asteroidi, rappresentanti tipici di ognuna: Aten, Apollo
ed Amor. Gli Aten e gli Apollo hanno parte dell?orbita all?interno di quella
terrestre ma periodo orbitale, rispettivamente, minore o maggiore di un anno.
Gli oggetti tipo Amor, invece, hanno orbite completamente esterne a quella
terrestre ma distanza al perielio minore di 1,3 unità astronomiche (UA).
Al termine del 2004 la popolazione dei NEA ammontava a 3037 oggetti, dei
quali 246 oggetti tipo Aten, 1461 tipo Apollo e 1330 tipo Amor.
I NEA in grado di avvicinarsi alla Terra a distanze inferiori a 0,05 UA (ovverosia
circa 7,5 milioni di chilometri) e aventi diametro maggiore di 150 metri
sono classificati come "Potentially Hazardous Object" (PHO), oggetti potenzialmente
pericolosi. Ad oggi, sono classificati PHO 599 corpi.
Essi sono tenuti sotto stretta osservazione da parte di numerosi strumenti
sia a Terra che in orbita, spesso appositamente costruiti, allo scopo di
determinarne accuratamente l'orbita e di consentire di prevedere con congruo
anticipo eventuali incontri... sgradevoli!
Armageddon?
Quali possono essere gli effetti di una collisione con un asteroide? A parte
citare film catastrofici o ricordare l'estinzione dei dinosauri (presumibilmente
dovuta ad un evento di questo tipo), o ancora rimandare alle numerose "cicatrici"che il nostro pianeta (o la Luna, in modo ben più evidente per la mancanza
dell'azione levigatrice dell'atmosfera) ancora presenta, ci limitiamo qui
a dare un'idea quantitativa calcolando approssimativamente la quantità di
energia che si sprigionerebbe all'impatto di un PHO.
L'energia, come noto, è la capacità di un corpo di compiere lavoro. Un corpo
in movimento possiede tale capacità in virtù della sua energia cinetica,
pari alla metà del prodotto della sua massa per il quadrato della sua velocità.
Supponiamo che il corpo in questione abbia forma sferica, un diametro di
150 metri (come il più piccolo dei PHO) e una densità (dedotta dalle stime
più recenti sulla composizione di questi corpi) di 3 grammi a centimetro
cubo, ossia 3 volte quella dell'acqua.
Con un facile calcolo si può verificare che la massa di tale corpo è di circa
5.3 milioni di tonnellate!
Quanto alla sua velocità, per semplicità (ma facendo un'ipotesi realistica)
assumiamola pari alla velocità con la quale la Terra percorre la sua orbita
intorno al Sole, cioè alla lunghezza dell'orbita terrestre divisa per il
tempo impiegato a percorrerla.
Dato che tale orbita è pressoche circolare di raggio 1 UA (150 milioni di
chilometri circa) e viene percorsa in un anno, la velocità media - vi lascio
fare i calcoli, ricordandovi solo di utilizzare unità di misura coerenti!
- risulta pari a circa 30 km/s. Moltiplicando dunque la massa del corpo per
il quadrato della velocità e dividendo per due, otteniamo 2.4 miliardi di
miliardi di Joule.
Che vuol dire? E' poco o tanto? Cerchiamo di riportare questo numero in termini..."terra-terra" paragonandolo a qualcosa di noto.
Quando si parla di bombe atomiche, si è soliti (per "tradizione" storica)
misurare l'energia che esse possono sprigionare in termini di quante tonnellate
di tritolo servirebbero per ottenere la stessa energia. Una tonnellata di
tritolo è in grado di sprigionare circa 4.18 miliardi di Joule. Un "kilotone"è l'energia equivalente a 1000 tonnellate di tritolo, un "Megatone" è l'energia
equivalente a 1 milione di tonnellate di tritolo.
Di conseguenza l'energia del "nostro" asteroide che impatta la Terra ammonta
a circa 570 Megatoni.
Essa corrisponde a 30 bombe atomiche come quella che distrusse Hiroshima
nel 1945 (da circa 20 kilotoni), e all'incirca alla stessa energia liberata
nel grande terremoto (ottavo grado della scala Richter) che nel 1906 devastòSan Francisco e la California, negli Stati Uniti!
E, ricordiamolo, questo nel caso del più piccolo dei PHO...
Appuntamento alla prossima Newsletter, oppure al prossimo incontro GAK venerdì
18 Marzo alle ore 18:30.
Se volete approfondire questo o altri argomenti, iscrivetevi al forum sul
sito del GAK: http://gak.it
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